it’s been a while since i was seeing ants on my desk, passing over my laptop. i never paid special attention since here we have ants more or less everywhere. but then i realised that they must have built a colony somewhere close to my desk since that was the only place where i was seeing them. and finally last night i discovered: after leaving a bottle of beer on the desk for some time (less than 1 hour), i found it completely covered with red ants. a red moving carpet was coming back and forth to the bottle from my external hard drive! i could not believe it. did that mean that the colony was actually inside my disk? i decided to open it and this is what i found out:
15 agosto, giorno dell’indipendenza indiana (a pondicherry si festeggia il 16 perchè i francesi ci hanno messo un po’ più degli inglesi ad andarsene). tra tutte le cose che si potrebbero dire e che dallo scranno dove seggo non avrebbe molto senso ripetere, segnalo questo editoriale di india together. può sembrare un inno al più sfrenato liberismo, con tanto di citazione dell’ex presidente usa reagan. a guardare bene però, molti degli argomenti sono condivisibili, partendo dall’evidenza che se uno stato è troppo corrotto è meglio che ci sia meno stato nella vita dei cittadini per lasciare più spazio all’iniziativa privata. si specula sul fatto che questa sia una tendenza globale, gli stati hanno fatto molto, ma ora i cittadini sono più avanti delle istituzioni e si deve lasciar loro più spazio. mi viene in mente un altro paese dove questo potrebbe avere senso. in ogni caso, buona festa dell’indipendenza all’india.
ma chi cazzo mi pensavo di essere, fenoglio? adesso la pianto e mi metto a scrivere un po’ in italiano. concentro qui quelle croste di narcisismo che non riesco a togliere dalla mia pelle. mi sono impegnato ad eliminarle da altre parti della mia vita, ma qui le lascio stare. è un po’ come uno che dichiarando di voler smettere di fumare assicura: “smetterò di fumare in tutte le stanze della casa tranne il cesso”. bella forza, e la chiamerebbe determinazione questa. no, siamo d’accordo. non ci assomiglia neppure. eppure…
è che non può essere sempre tutto uguale, per quanto bello si possa essere convinti che sia. un paradiso tropicale, dopo un po’ è solo un incubo di umido e zanzare. se si fanno i fuochi d’artificio tutte le sere per una qualunque festa di una qualunque divinità non sarà mai festa vera. se si mettono sempre tutte le spezie in ogni piatto fino a renderlo piccante che ti senti fumare le orecchie, alla fine non senti più nessun sapore. se si usano sempre tutti i colori possibili dello spettro visibile per ogni decorazione alla fine non si ottiene ricchezza cromatica ma nausea e stordimento. se le giornate sono tutte lunghe uguali non ci rendiamo conto delle stagioni che cambiano. se le stagioni non cambiano mai, non ci rendiamo conto del tempo che passa. la musica è bella anche quando finisce, perchè ci lascia il tempo del silenzio e un vuoto da riempire con il suo ricordo, o con qualunque cosa ci passi per la testa. in un altro senso, è anche questione di molteplicità, la bellezza.
oggi sono cosi’ sereno perchè è una bella giornata: stamattina c’è uno splendido cielo plumbeo che nasconde il sole e una leggera brezza del mare che abbassa la percezione della temperatura da 36 a 34 gradi. almeno. secondo me all’alba ci poteva essere pure un accenno di nebbia. il pensiero mi rallegra, sorrido alla bruma. “niente può far male sotto tanto cielo blu“?
coming back from holidays is always a good moment for good purposes. when i came back to india from our last visit to italy, i decided, like a smoker, to reduce my daily consumption of “italy”: less italian websites, less italian newspapers, less concern in general about the country. a few days after, i was reading the hindu, one of the most popular newspaper here, a very well reputed one. you can tell it from the fact that normally you never find news about italy on the hindu, exept for some news on fiat (among other reasons, there is a negotiation ongoing for selling tata’s nano, the 2500 € car, in italy through fiat). but these days even the hindu cannot ignore this:
and so i found myself back again deep into the abuse of assumption of italian information… what a miserable condition.