October 26th, 2008
è capitato a tutti, a scuola, che la professoressa ti beccasse mentre guardavi fuori dalla finestra, assorto in pensieri che poco avevano a che vedere con l’argomento della lezione. era imbarazzante accorgersi improvvisamente della sua presenza, guardarla, sentire la sua domanda arrivare con effetto doppler progressivamente vicina all’altrove dove ti trovavi e improvvisamente ricevere la parola, che arrivava come una secchiata d’acqua in faccia.l’attimo di silenzio che seguiva la fine della domanda e doveva annunciare la risposta si prolungava inesorabile, rivelando impietosamente l’unica cosa che ti stava davvero passando per la testa: “ma di che diavolo sta parlando?”.
pochi istanti dopo lo capivi benissimo di che parlava. parlava del fatto che ti avrebbe interrogato e che tu, come al solito, non avevi studiato gran chè. per mille motivi legittimi e serissimi. motivi del cazzo.
ho realizzato che oggi sarebbe stato il podcastday con molto ritardo. non ho fatto in tempo a pubblicizzare l’evento con il banner. allora ho chiamato al telefono direttamente i miei 4 lettori e gliel’ho detto di persona
tra l’altro quest’anno le regole sono più dure: bisogna recensire ben 5 podcast tra quelli di gunp.it. urka, 5. bene, visto che non riuscirò a scrivere un vero episodio e soprattutto a registrarlo, mi lancio in una recensione più standard.
come al solito la scelta è difficile, perchè uno vorrebbe metterceli tutti, per un motivo o per l’altro e doverne selezionare solo alcuni sembra sempre sia uno sgarbo per gli altri. ma queste son le regole del gioco e, quindi, giochiamo. premetto solo una cosa dicendo che recensisco podcast dei quali non ho mai parlato, per aggiungerne di nuovi ai miei preferiti, senza intaccare I preferiti di sempre.
- romeo in love. la sorpresa più gaia dell’autunno! un podcast dedicato al movimento gay lesbians bi e trans gestito dagli studenti universitari di verona. bello, interessante, piacevole e ben fatto. ancora una volta dai media indipendenti viene una bella ventata d’aria fresca in mezzo all’aria fritta che si respira normalmente. una decina di episodi interrotti per la pausa estiva, ma con promessa di ripresa autunnale. siamo in attesa!
- historycast. un colosso del podcast italiano, tutti ne parlano, tutti lo linkano. uno dei pochi credo ad essere anche stato recensito su media tradizionali. lo ascolto da sempre, forse è l’unico podcast del quale non ho perso una singola puntata. enrica salvadori mi fa appassionare ad una materia che a scuola, ahimè, ho sempre maltrattato, a dispetto delle brave persone che hanno cercato di ficcarmela nella testa.
- rougecast. simpatico e schietto. mi piace tantissimo perchè è uno dei pochissimi podcast che non si prende troppo sul serio. Gli episodi sono semplici e onesti, non c’è nessuna ostentazione, nessun esibizionismo, hanno il passo tranquillo e sicuro del maratoneta. niente scatti, il ritmo a volte può sembrare un po’ lento, ma è perchè deve tenere fiato e gambe fino alla fine. rougecast ha uno stile suo particolare. Speriamo lo mantenga a lungo.
- il podcast dei papà se gli altri podcast accompagnano le mie varie ore di vuoto e di forzata inoperosità (nella mia vita ci sono sempre troppe ore di macchina, non so perchè), su questo invece prendo proprio appunti, tipo scolaretto. Luke Darkside (ma si chiamerà anche solo “luca” ’sto cristiano?) racconta la sua vita di papà, ai papà. ho sentito un paio di puntate, e ho constatato con desolazione che nella mia carriere di padre, in soli due anni sono riuscito a totalizzare un record di “cose-da-non-fare” degne di un guinness. ma il podcast è leggero e ricco di informazioni.
- the funny show. funny è per me ancora un mistero. La prima volta che l’ho sentita ho pensato “ma questa è una vera che fa finta di essere finta” non so se mi spiego. no, appunto. insomma, bella voce, un pozzo di scienza sull’R&B! mi domando se io sono mai stato cosi’ esperto in vita mia su un qualunque argomento. quando ero giovane sapevo tutto su pink floyd e jimi hendrix. Anzi, leggevo tutto, che è diverso. Ma funny sembra sapere ogni cosa e avere una incredibile capacità di presentare la musica che ama. confesso che capisco solo il 70% di quello che dice, con tutte quelle sigle e riferimenti a generi musicali per me sconosciuti: sottoderivazioni dell’R&B ottenute mescolando generi diversi. per uno come me che era rimasto al rock, blues e jazz, che non si rassegna al chill-out e ripara nel post-rock, la vita la’ fuori è dura. ma per tutti quelli come me, per fortuna, c’è funny, che con pazienza, ci guida nei meandri dell’anima.
è tutto. quel poco che posso dire prima che il giorno passi e sia già domani, tardi anche per scusarsi del ritardo. perchè il podcastday, si sa, torna tutti gli anni, ma dura un giorno solo. happy podcast day!
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October 24th, 2008

mi devo essere appisolato. tipo qualche mese.è che sono stato via, poi sono tornato, poi si è ammalato il bimbo, poi il monsone. insomma, ieri sera per caso, riprendendo contatto con internet, sono andato a fare un giretto a casa del nissardo e scopro (primo scoop) che si è riprodotto (auguri!! sono felicissimo per voi e orgoglioso che ci sia un’altro piccolo toscano in terra francese) e che (secondo scoop) domani è il podcastday!! ma guarda te, quasi me lo perdevo. e ora come faccio? quest’anno poi è difficilissimo, si devono recensire 5 podcast!! non ce la farò mai a registrare una puntata. ora mi metto sotto, e vedo almeno di scrivere qualcosa per domani. intanto sentitevi l’audio promo.
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August 19th, 2008
episodio sofferto. volevo restare sul leggero - ma sono heavy inside - parlando di oggetti. sarebbe stato carino se avessi messo qualche foto degli oggetti di cui parlo. adesso ho troppo sonno, magari domani lo faccio. nel frattempo giusto un’osservazione. dopo aver scritto l’episodio sono capitato per caso sulle pagine di maximu city di suketu mehta (libro meraviglioso, tra l’altro. un “gomorra” per bombay) dove racconta la sua difficoltà come indiano che vive a new york, di abituarsi all’india. mi ha fatto sorridere che anche lui abbia sintetizzato questa difficoltà nel non sapere dove trovare un cavatappi o delle lenzuola a bombay. per il resto, niente da aggiungere: buon ascolto.
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episodio 21. oggetti [12:30m]:
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June 8th, 2008

del pluripremiato film dei fratelli cohen, mi sono piaciuti solo la pettinatura di bardem (geniale) e il titolo. per il taglio di capelli ne parlerò con il mio barbiere (ma parla solo tamil e non so se ci capiremo), mentre per il titolo faccio da solo e me ne approrio qui. sarà grave?
sul resto del podcast non ho molto da dire. ci sono vari errori come al solito e alla fine resto sempre con il dubbio di non essere riuscito a dire veramente quello che volevo. le cose cambiano mentre le scrivi, faccio fatica a tenerle ferme. ma poi perchè?
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episodio 20. no country for me [11:49m]:
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April 30th, 2008
ecco il nuovo episodio, nemmeno troppo in ritardo, peraltro. grazie ai preziosi consigli di andrea, la qualità dell’audio è migliorata incredibilmente. per i contenuti invece purtroppo faccio ancora sempre da solo, quindi sono pieni delle mie solite ipersemplificazioni ed sfondoni di ogni genere. e poi i soliti errori, che ormai lascio per disperazione: ho detto ad un certo punto che “il bene va perquisito” che ovviamente è una fesseria (!) dovuta al fatto che ho sbagliato a dire “perseguito”. per il resto, posso solo dire che stavolta mi sono pure impegnato. quindi se vi fa schifo, è proprio che molto meglio di cosi’ non sono capace di fare. siate clementi.
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episodio 19. hijras [13:44m]:
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April 6th, 2008
con il nuovo episodio alcuni cambiamenti in podkasbaht:
- tanto per cominciare il microfono! una recente sorpresa ha dotato podkasbaht di un bellissimo samson c01u. una vera figata che ovviamente non riesco ancora a controllare bene, ma imparerò presto. se qualcuno ne ha esperienza e ha voglia di condividerla, ne sarei molto felice;
- da questo episodio inizio a numerarli. bello sforzo, lo so, ma non lo avevo mai fatto prima;
- ho introdotto una sigletta finale che d’ora in poi chiuderà sempre gli episodi.
oltre a questo, un paio di precisazioni sull’episodio. mi sono reso conto solo dopo aver finito che il gioco di parole “i miei esperimenti con l’india”, che richiama il titolo dell’opera autobiografica di ghandi, era già stata usata (almeno) da giorgio manganelli, scrittore italiano.
poi, ho detto che la tata si è comprata la jaguar e la ford, mentre invece ha comprato jaguar land rover da ford. nel testo qui sotto ho corretto, nel podcast è rimasto l’errore. ma tanto, per i due o tre che mi ascoltano, che cambierà mai? buon podcast.
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episodio 18. i miei esperimenti con l'india [11:45m]:
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February 14th, 2008
in ritardo pazzesco, ri-editato mille volte, tanto che è un venuto un disastro, senza foto. a ’sto giro ho veramente arrancato. insomma, ’sta volta è andata cosi. migliorerò…
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i poveri li avete sempre [9:40m]:
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December 28th, 2007
grazie alla segnalazione di alcuni amici (andrea e fedora) mi sono accorto che il post precedente aveva un errore per cui microzzoz internéts ecsplorers non visualizzava correttamente la pagina, lasciando fuori il player. immagino le schiere di ascoltatori in lacrime per non aver potuto ascoltare l’episodio… tranquilli! adesso è tutto risolto. in effetti avevo fatto un errore io, causato da un pigro copia e incolla con il quale mi ero portato dietro un po’ di tag html fuori luogo che il buon ecsplorer si rifiuta (per una volta, giustamente) di visualizzare. confesso che non ci avevo fatto caso, dato che con firefox la pagina si visualizzava correttamente. continuo ad essere convinto che ecsplorer sia una schifezza di browser, ma credo anche che le minoranze vadano tutelate e quindi, in nome di quei 4 utenti che ancora usano la schifezza (scherzo, non ve la prendete…;-) ) ho rimediato all’errore, che in fondo, avevo fatto io. che ce ne siano altri in giro? (si, quasi tutti i post erano pieni di errori…shame on me!!)
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December 15th, 2007
con grande e ingiustificato ritardo, nonostante mi fossi ripromesso di seguire le indicazioni del nissardo di realizzare episodi più frequenti, riesco solo adesso a districarmi dalle difficoltà legate all’installazione nel nuovo paese. pubblico adesso il post di novembre (shame on me). mi rendo conto che secondo blogbabel con questi ritmi non sarei neanche un blog, ma pazienza. del resto su blogbabel manco ci sto, quindi perchè preoccuparsi?
alcune note sulla puntata. avrei voluto cambiare la veste di podkasbaht visto che ho lasciato il marocco, ma per adesso resta tutto cosi’. forse un giorno la ingloberò definitivamente nel mio sito principale, tanto per non tenere come due blog diversi (insomma, ma a voi che vi frega di tutto questo?) . riguardo alla puntata invece, segnalo per chi volesse approfondire il sito di auroville della quale parlerò più approfonditamente in un’altra puntata.
buon ascolto e fatemi sapere i vostri commenti!!
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October 26th, 2007

eccoci qui, il podcastday è arrivato e anche io do il mio umile contributo, pubblicando la recensione di 3 podcast che ascolto e apprezzo particolarmente. ovviamente ce ne sono tanti altri che amo e seguo, ho scelto questi per tanti motivi, che se avete voglia, potrete sentire all’interno della puntata. per onore della cronaca, li elenco qui di seguito:
- Nel Garage.
- Il NIssardo
- Radio Rubik
non scrivo qui di cosa parlano e come lo fanno. se vi va, sentitevi la puntata. per i proprietari dei podcast che ho recensito, avviso che, come al solito, invento e sparo un po’ dappertutto. spero non ve la prendiate se ho un po’ romanzato i vostri lavori. è il mio modo di dirvi che mi piacciono.
buon podcastday a tutti!
p.
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